La storia dell'Istituto

L'Archivio di Stato dell'Aquila e le Sezioni di Archivio di Stato di Sulmona e Avezzano.

Preceduta durante il regno murattiano da una prima legge sugli archivi (22 ottobre 1812), la rete degli archivi meridionali nasce, nell'ambito del Regno delle Due Sicilie, con la legge organica del 12 novembre 1818. Sulla base di quanto prescritto dall'art. 28 della legge 12 dicembre 1816, essa stabiliva che in ogni provincia fosse istituito un Archivio pubblico alle dipendenze delle segreterie delle rispettive Intendenze, in un locale ad esse contiguo.

In questi archivi, chiamati fin da allora "provinciali" per distinguerli dal Grande Archivio del Regno in Napoli, l'attività era diretta innanzi tutto alla migliore conservazione delle carte pubbliche: di quelle degli uffici delle Intendenze e delle Sottointendenze, delle amministrazioni dei dazi e dei demani, e degli organi giudiziari, senza trascurare una più larga tutela sugli archivi comunali e provinciali.

L'archivio aquilano, competente per la provincia dell'Abruzzo Ulteriore Secondo - le altre due circoscrizioni che componevano la nostra regione erano l'Abruzzo Citeriore (Chieti) e l'Abruzzo Ulteriore Primo (Teramo) -, fu istituito con decreto 22 ottobre 1821, cui seguì il regolamento del 12 novembre 1818.

L'Istituto archivistico, tuttavia, cominciò a funzionare solo dal 1835, raccogliendo le scritture dell'Intendenza e delle soppresse magistrature di Antico regime. Nei decenni successivi vi si aggiunsero gli archivi prodotti dalle altre amministrazioni statali attive nella provincia, comprese quelle del circondario di Cittaducale almeno fino al 1927, quando esso entrò a far parte della provincia di Rieti.

Dopo l'Unità, le spese di funzionamento e il personale degli archivi delle province napoletane, con decreto 21 gennaio 1866, furono demandati alle amministrazioni provinciali senza che mai venisse meno la vigilanza del Ministero dell'Interno e, per il suo tramite, dell'amministrazione archivistica nazionale.

Solo nel 1932, gli archivi provinciali dell'ex Regno delle Due Sicilie passarono completamente alle dipendenze dello Stato con il nome di Archivi provinciali di Stato (r.d. 22 settembre 1932, n. 1391).

Con la prima organica legge archivistica dello Stato unitario (l. 22 dicembre 1939, n. 2006), l'Istituto aquilano fu inserito nell'articolazione archivistica nazionale come Sezione di Archivio di Stato mentre la successiva "legge sugli archivi" (d.p.r. 30 settembre 1963, n. 1409) gli conferì il rango di Archivio di Stato, attribuendo tale denominazione a tutti gli Istituti dei capoluoghi di provincia.

Costituiscono articolazioni dell'Istituto aquilano le due Sezioni di Archivio di Stato di Sulmona e Avezzano.

La prima, istituita già nel 1960 (d.m. 30 giugno) come Sottosezione e poi divenuta, con la legge del 1963, Sezione di Archivo di Stato, fin dai prossimi mesi avrà sede nel prestigioso convento di S. Nicola (ex carcere di S. Pasquale) magnificamente ristrutturato e restituito alla città.

La seconda, istituita solo nel 2000 (d.m. 1 febbraio), attende di poter essere collocata in una sede idonea e adeguata.

Per una descrizione sistematica del patrimonio documentario al 1980, e pertanto priva di indicazioni riguardanti i fondi pervenuti successivamente e quelli conservati nella Sezione di Archivio di Stato di Avezzano, di più recente istituzione, si rinvia alla Guida generale degli Archivi di Stato italiani. Qui si troverà anche una bibliografia delle opere principali pubblicate 1872 al 1940 sulla formazione dell’Archivio aquilano e sui fondi conservati.

Aggiornata è invece la ricognizione realizzata in occasione del progetto SIAS (Sistema informativo degli archivi di Stato italiani).